Cinque agenti del Beccaria tornano in ufficio

Cinque degli otto degli agenti della polizia penitenziaria sospesi dal servizio nell’inchiesta che ha portato a 13 arresti per presunte torture nel carcere minorile Beccaria potranno tornare a lavoro, ma non al Beccaria né a stretto contatto con i detenuti, ma in uffici dell’amministrazione. Lo ha stabilito il gip di Milano Stefania Donadeo che si è pronunciata sulle istanze dei difensori (tre non hanno richiesto modifiche alla misura). Tra i cinque che torneranno in ufficio c’è anche l’ex comandante Francesco Ferone che deve rispondere di falso: avrebbe taciuto sulle presunte aggressioni per difendere i colleghi.
Uno dei sospesi, a cui viene contestata la condotta omissiva, sarebbe riuscito a dimostrare, nell’interrogatorio davanti al gip, di aver cercato di impedire il contatto tra gli agenti arrestati e i giovani detenuti. La decisione di oggi nasce dal venire meno del pericolo di inquinamento probatorio.
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