Cronaca

Corsico, le accuse a Corepla della Procura: 240mila tonnellate rifiuti plastici abusivi e 58 mln di profitti

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“Rifiuti” plastici che venivano “miscelati con altri, anche industriali” attraverso la “manipolazione delle analisi qualitative”. Secondo la Procura di Milano attorno alla società Synextra spa, una delle associate al Corepla che, per i reati che sono contestati al suo management, ha causato l’amministrazione giudiziaria per agevolazione colposa di reati ambientali dell’intero Consorzio, sarebbe stata “organizzata” un’attività di “gestione abusiva” dei rifiuti che dal 2023 al 2025 ha riguardato almeno 240.916 tonnellate di materiali di matrice plastica, con un “profitto” in capo all’azienda pari a oltre 58,3 milioni di euro in due anni.

È quanto emerge dal decreto con cui il Tribunale di Milano – sezione misure di prevenzione ha disposto l’amministrazione giudiziaria nei confronti del Consorzio Nazionale per la Raccolta il Riciclo e il Recupero degli imballaggi in plastica. Secondo l’inchiesta del pm Paolo Storari con la Dia e i carabinieri, Synextra e i suoi impianti di trattamento per i rifiuti della “filiera Corepla” mostrerebbero “criticità” a causa dei “sovrastoccaggi” di materiali, altre collegate agli “spostamenti” dei rifiuti dall’impianto di Corsico, nel milanese, a un secondo centro dentro la città di Milano. A Corsico sarebbero state realizzate “aree di deposito non previste nell’autorizzazione ambientale” oltre a “carenza di manutenzione” e la “sistematica attività di ostacolo alle attività ispettive”.

Il tutto, corredato dalla manipolazione delle analisi, per far risultare i rifiuti del Consorzio che riunisce 2.500 aziende che operano in oltre 7mila comuni d’Italia come “prodotti” all’interno di un impianto consortile, attribuendo così “arbitrariamente” la “classificazione” del materiale denominata come ‘End of waste’: si tratta del processo (sia tecnico che legale) attraverso il quale un rifiuto smette di essere e dopo le operazioni di recupero-riciclaggio può essere trasformato in un nuovo prodotto o in una materia prima secondaria. Nel provvedimento dei giudici, che si richiama all’attività di ricostruzione svolta dalla Direzione distrettuale antimafia, si fa riferimento proprio a un’inchiesta, chiusa nel giugno 2026, nei confronti di manager e dirigenti della Synextra. Tre mesi fa è stato infatti notificato a 8 indagati un avviso di chiusura indagini che contesta l’ipotesi di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.

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