Faccia da spot: come fare pubblicità in un paesello e sopravvivere all’invidia


Come la gente vedeva e vede la pubblicità….fatta dal vicino
Negli anni è cambiata la pubblicità. La gente ha ancora voglia. Beh, devo dire che non è cambiato nulla.
La gente paga ancora le agenzie molti soldi per fare nulla e non dice neanche grazie a chi gli ha spianato la strada. Sono stufo di un’umanità che pensa che sia troppo facile quando lo fai tu e troppo difficile quando lo fanno loro.
Persone nemmeno capaci di scrivere il loro nome che ti dicono “comparsa”. È come se un parrucchiere desse dello shampista a un altro parrucchiere. Un popolo che non dà il giusto peso quando il vicino fa una cosa egregia. La gelosia fa dimenticare subito.
Poi c’è il bestiario del paesello:
Il finto umile: ti odia perché lui pagherebbe per apparire ma non può farlo.
Il finto amico o l’amico per convenienza: Il popolo lo vuole.
Il curiosone: “Cosa stai facendo, cosa bolle in pentola.”
Quello che sfrutta la bontà. L’insistente che vuole il numero a tutti i costi. Tanto non serve a nulla, non capiscono nulla, sanno tutto.
Il popolo del “conosco tutti ma dammi tu la mail”.
Quelli che ti parlano male di un tuo rivale perché vogliono piaceri per loro.
Quelli che si mettono in competizione.
Tre regole per l’attore, più una che ho imparato dopo:
1. Non discutere con il somaro o con il finto professore. Perdi solo voce e ore.
2. Non dare a nessuno il numero. La tua lista di contatti sono anni di sacrifici.
3. Non fare né l’umile né il gasato ma soprattutto quando hai un filmato in onda non farti vedere troppo. Perché la lontananza dà importanza. La gente non è preparata ad avere un vip vicino, la fa sentire piccina e poco carina.
4. Non presentare mai nessuno, tranne se è uno con cui non collabori. Perché racconterà tutta la tua vita e i tuoi difetti senza confetti. Perché il paesano è così, parla male di te per farsi bello lui.
Ma la cosa più bella del paesello che balla…
“Non ti vedo più, quando vai dimmi. Una pubblicità???? Ma non è un programma.” Non spiegate nulla. Poi non ti vedo più. L’ha vista e ha perso la vista…
Poi c’è quello che porta il male: “Ho visto la pubblicità ma non sei un attore professionista”. Stop, non va più.
Rimedio… “Io non l’ho ancora vista ma è sperimentale, non andrà per tanto… poi sto facendo il corso alla scuola” e tirate fuori un nome a caso. La gente vuole grandi nomi. In questo modo se la vede, se poi non va più via siete parati il fondoschiena. E anticipate la risposta.
Quasi sempre viviamo in un mondo di poveri disgraziati.
“Quanto ti hanno dato?” Perché vogliono sapere se vali più di loro. Fateli contenti: era uno stage. Però se l’orto non dà frutti ma solo delusioni, passate ad altre situazioni… Ma soprattutto non fermatevi mai in un posto, girate in bici così è facile la fuga. Evitate barbieri, bar del paese, panettieri e salumieri dove potete sputtanarvi troppo. Una vita particolare non deve parlare ma agire… Altrimenti rischi di impazzire come le persone che fanno domande…
Il mondo non è mai cambiato, come la pubblicità ha solo trovato un altro canale dove mettere la propria merce su internet.
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