Ferrari elettrica: “Quando anche il Cavallino viene sacrificato sull’altare del fanatismo green, made in Italy sotto attacco”.

“La vicenda della Ferrari Luce è molto più di una polemica automobilistica: è il simbolo di un’epoca che pretende di sostituire l’identità con l’ideologia, il rombo con il silenzio artificiale, la tradizione con il conformismo elettrico surreale”.
Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale – think tank di Futuro Nazionale, dopo le polemiche suscitate dalla prima Ferrari completamente elettrica, criticata da puristi e collezionisti, con il titolo Ferrari in forte calo in Borsa dopo la presentazione, e con Luca Cordero di Montezemolo arrivato a parlare di “rischio di distruzione di un mito”.
“Quando un simbolo assoluto del Made in Italy viene trascinato dentro la liturgia obbligatoria del green, non siamo più davanti all’innovazione: siamo davanti alla sottomissione culturale. Alla resa. La Ferrari non è soltanto un’automobile. È potenza, stile, meccanica, suono, identità nazionale. Se anche il Cavallino deve diventare l’ennesimo oggetto elettrico senz’anima, allora il problema non è la tecnologia: è l’ideologia che pretende di riscrivere persino i miti”.
“Il crollo in Borsa e la reazione dei collezionisti dimostrano che il mercato, quando incontra l’autenticità tradita, presenta il conto. Il Centro Studi Rinascimento Nazionale chiede che l’Italia difenda i propri capolavori industriali dalla dittatura del politicamente corretto ambientale. Il futuro non può essere costruito amputando la memoria.
Ne parleremo agli Stati Generali del Centro Studi Rinascimento Nazionale – think tank di Futuro Nazionale – sabato 30 maggio al Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
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