Festa Patronale di Casterno, la forza della tradizione popolare (di Alessio Benassi)

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Il passato fine settimana, ho avuto il piacere di vivere la “festa da Casterna”, un evento divertente e al contempo profondo, che mi ha spinto ad una riflessione che voglio condividere.
L’unione, anzi la simbiosi, tra la tradizione popolare e celebrazione sacra ci permette di riscoprire e valorizzare le nostre origini, la nostra identità. Il corposo gruppo di volontari, giovani e adulti, era in prima linea da venerdì 23 agosto organizzando tornei di beach volley e di scopa, musica, giochi e la pesca di beneficenza; altresì apprezzata l’asta, con prodotti tipici del luogo, segno tangibile di un amore per la propria terra. La festa di popolo, si fonde, con la sacra celebrazione e la processione della domenica sera; l’effige dolce della Santa Vergine con il Bambino attraversa le vie del paese, circondata dai fedeli con le fiaccole.
Vedere e vivere questi momenti a Casterno, come li vivo io nella mia adorata frazione di Castelletto Mendosio, mi fa meditare come questo “patrimonio” sia fondamentale; perché “Tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco”. Queste celebrazioni, queste feste, sono un retaggio antico che sovente diamo per scontato o peggio cadono nell’oblio.
Oggi, conservare una comunità che celebra e gioisce in comune è un tesoro prezioso, innanzi soprattutto ad un individualismo e allo sgretolarsi della memoria collettiva. Ricordo le meravigliose raffigurazioni di Pieter Bruegel il Vecchio, pittore olandese del secolo XVI, che rappresentò le feste e i momenti comunitari nei villaggi contadini dell’ epoca. I secolo passano, ma ancora oggi, è meraviglioso trovarsi in compagnia di amici e familiari per mangiare, ridere e stare assieme. Se la pandemia ci aveva chiuso in casa, la necessità lo imponeva, oggi non dimentichiamoci e difendiamo le nostre comunità, le nostre parrocchie e i nostri paesi.
I luoghi del cuore si valorizzano soprattutto in questi momenti, che scandiscono la vita di un paese. Il lavoro e la collaborazione, creano un momento bello, un retaggio immateriale che arricchisce la collettività, questa cooperazione mi fa sovvenire alla mente una frase di Antoine de Saint-Exupéry: “La pietra non ha speranza di essere altro che pietra. Collaborando però si unisce ad altre pietre e diventa Tempio”.
Alessio Benassi
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