Garlasco: Stasi, ora si faccia piena luce su responsabilita’


“Stasi e’ molto lucido, l’unica cosa
che mi ha detto e’ che spera che si assumano le loro
responsabilita’, che si faccia piena luce su quello che e’
successo”. Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, sintetizza
cosi’ lo stato d’animo e le richieste del suo assistito alla
luce della consulenza della Procura secondo la quale sarebbero
stati nascosti due analisi che certificavano la non presenza del
dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta ‘Umberto Dei’
sequestrata alla famiglia del condannato.
“Queste corse elettroforetiche del 20 settembre, e questo e’ un dato
documentale, oggettivo e non smentibile, non sono state messe a
disposizione del pubblico ministero all’epoca e non sono in
atti. Non ci sono nel fascicolo, non sono state messe a
disposizione delle parti – prosegue Bocellari che ha parlato coi
cronisti fuori dal Tribunale di Pavia dove si e’ recata a
prendere le consulenze depositate con la chiusura dell’inchiesta
-. Sono state fatte anche delle indagini difensive di cui adesso
non parlo”. Bocellari spiega poi quali conseguenze avrebbe avuto
l’omissione dei test negativi.
“La cosa a nostro giudizio piu’ grave e’ il fatto che nel 2009 venne fatta una perizia con due
periti nominati dal giudice Vitelli che chiesero al consulente
del pubblico ministero di trasmettere i dati relativi alle
analisi sui pedali perche’, come sapete benissimo tutti, sono
vent’anni che parliamo di questo DNA sui pedali. Si e’ costruita
poi tutta la fantasiosa teoria dello scambio che e’ diventata
una sostituzione”.
“Noi difensori siamo umani, non facciamo la revisione con l’Ia, dobbiamo leggere i dati della Procura di Pavia e poi integreremo il testo già scritto con queste nuove indagini
laddove ci tornino utili e quando saremo pronti la depositeremo”. Lo
afferma, parlando con i cronisti davanti alla Procura di Pavia,
l’avvocata Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi condannato in via
definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi.
“Non è una questione di tempi perché a Stasi un mese in più uno in
meno non cambia niente e dimostreremo la sua innocenza, non il
ragionevole dubbio. Depositeremo la richiesta di revisione il prima
possibile compatibilmente con questo delirio mediatico e il lavoro”
aggiunge. E chi le chiede se le armi in mano alla difesa del
condannato sono diverse, replica: “Ci sono degli elementi ulteriori
che ha fatto la Procura di cui siamo a conoscenza e altri della difesa
di Stasi che vi stupiranno molto…”.
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