

Pagato appena 50 euro a settimana, costretto a dormire sul pavimento del negozio e malmenato quando ha provato a ribellarsi.
La storia, che ha come protagonista un lavoratore extracomunitario, è accaduta in un centro della provincia di Milano; a squarciare il velo sul grave caso di sfruttamento è stato il personale ispettivo dello IAM, che nella giornata di ieri ha effettuato un controllo in un esercizio di barberia.
Gli ispettori, coadiuvati da un mediatore culturale dell’Organizzazione Internazionale dei Migranti (O.I.M) e dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, hanno accertato che il lavoratore, privo del permesso di soggiorno, veniva pagato appena 50 euro a settimana ed era costretto a dormire a terra all’interno dell’esercizio, munito solo di una coperta, non avendo un alloggio.
Il connazionale che lo avrebbe sfruttato- che non sarebbe nemmeno il titolare del negozio – lo avrebbe controllato in maniera invasiva, avvalendosi anche di telecamere.
Il lavoratore. che ha affermato di essere stato malmenato dall’uomo in più di un’occasione, quando ha provato a ribellarsi, è stato ora preso in carico dagli enti anti-tratta.
Gli ispettori del lavoro hanno provveduto a sospendere l’attività imprenditoriale.
Il caso sarà portato all’attenzione del Questore di Milano per l’ottenimento del permesso di soggiorno per “casi speciali”, previsto per le vittime di sfruttamento lavorativo dall’art. 18-ter D. Lgs. 286/98. Grazie al lavoro dello IAM di Milano, nel corso del 2025 sono stati ottenuti 6 permessi di soggiorno di questo tipo.
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