La Croazia, un paese ricco di boschi


Italia, Francia, Spagna, Grecia bruciano per opera dei piromani, e questi incendi accrescono l’effetto serra e ci tolgono ancor più l’ossigeno, rischiando di farci boccheggiare come pesci fuor d’acqua. Ma qualche bosco resiste, anche grazie alla costante attenzione dei guardiaparco e al rispetto degli abitanti; ed uno dei paesi in cui le aree verdi sono davvero molte è, per l’appunto, la Croazia, che possiede ben otto parchi nazionali e undici naturali, oltre a diverse riserve ecologiche.
Tra queste aree, una è famosa per i suoi laghi a terrazze incastonati nel verde e le sue spumeggianti e fragorose molteplici cascate e cascatelle.
Sto parlando del Parco nazionale dei laghi di Plitvice, regno di alberi quali abeti, faggi, aceri montani, querce, olmi, carpini neri, ginepri; regno di funghi e di muschi, ma anche di innumerevoli e variopinti fiori che rendono felici le api, insetti attualmente a rischio a causa dei pesticidi e del cambiamento climatico. E pensare che la Terra, a partire dal periodo Devoniano, vale a dire tra i 380 e i 420 milioni di anni fa, iniziò a ricoprirsi del suo manto verde, manto che l’uomo ha progressivamente distrutto; ma se fino alla Rivoluzione industriale la cosa è andata a rilento, da quel momento in poi c’è stata un’incredibile accelerazione, avvenuta per soddisfare interessi privati che adesso ci stanno portando verso un disastro senza ritorno.
Eppure un metodo molto semplice ci sarebbe per combattere l’effetto serra: riforestare a tambur battente e ridare il verde ai suoi abitanti, così come nella bella Croazia. Non si può poi dimenticare che nell’immaginario collettivo i boschi sono sempre stati anche luoghi un po’ magici: non è forse vero che le nonne un tempo raccontavano ai nipotini fiabe in cui erano sempre presenti?
Pensiamo a Pollicino che vi si perde insieme ai fratelli dopo che gli uccellini hanno mangiato le briciole che gli sarebbero servite per far ritorno a casa; pensiamo a Cappuccetto rosso che lo attraversa per andare dalla nonna malata, ad Hansel e Gretel che si trovano davanti alla casetta di cioccolato. Non ci vivevano altresì creature speciali come le fate o i folletti? Non ci vivevano animali parlanti? E, a proposito di animali, è d’obbligo dire che nel parco di Plitvice ne vivono molte specie.
Suo simbolo è infatti l’orso bruno che, se non viene ammazzato da un colpo di fucile uscendo per sbaglio dall’area protetta, può vivere dai dieci ai vent’anni aggirandosi, il maschio per un raggio di 200 km. e la femmina per 100. A Plitvice vivono inoltre caprioli, martore, lepri, cinghiali, volpi, gatti selvatici, linci, lupi; ma anche salamandre, vipere e, tra la fauna con le ali: gazze, civette, picchi, allodole, anitre, aironi, mentre nelle acque dei suoi laghetti è miracolosamente ricomparso il gambero fluviale che fa compagnia alle verdi raganelle e a varie specie di trote e pesci d’acqua dolce.
Per gli amanti della natura i laghi carsici di Plitvice, formatisi sulle Alpi Dinariche all’interno di un complesso calcareo creatosi tra il Mesozoico e il Cenozoico, non possono che essere un luogo di grande attrattiva, un posto dove è possibile camminare sulle acque tramite passerelle di legno. Per raggiungere questi specchi che cambiano colore durante le ore del giorno e le stagioni, è necessario scarpinare, dal momento che si trovano a varie altitudini.
Un trenino su gomma conduce là dove cominciano le piste; mentre dei battelli elettrici riportano i visitatori ai punti di partenza, navigando sul lago Kozjak, mentre anitre e cigni osservano i visitatori nuotando pigramente.
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