Cronaca

Magenta, Naviglio inquinato: caccia al camion cisterna e si riapre il giallo degli sversamenti

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Non sarebbe un episodio isolato. È uno degli elementi che emergono dagli ultimi sviluppi dell’inchiesta sullo sversamento di idrocarburi nel Naviglio Grande, mentre nelle campagne di Magenta e del Magentino prosegue la ricerca di un camion cisterna che potrebbe rappresentare un tassello importante per ricostruire quanto accaduto.

A fare il punto è Paola Fucilieri su Il Giornale, che sottolinea come episodi di sversamento lungo il Naviglio si siano verificati anche in passato, sebbene di dimensioni inferiori rispetto a quello dei giorni scorsi. Alcuni di quei casi sarebbero rimasti solo parzialmente chiariti e proprio i vecchi fascicoli potrebbero ora tornare sotto la lente degli investigatori.

La nuova pista porta a un mezzo pesante segnalato da un testimone nella zona di Magenta nei giorni in cui sarebbe avvenuto lo scarico degli idrocarburi. Il camion, secondo quanto riferito dal quotidiano, sarebbe stato visto aggirarsi nelle campagne all’inizio del mese. Carabinieri e Polizia locale di Magenta stanno cercando di ricostruirne gli spostamenti e, soprattutto, di arrivare alla targa e al proprietario.

Se il collegamento con lo sversamento venisse confermato, gli investigatori avrebbero a disposizione un elemento ulteriore per ricostruire la dinamica: non soltanto la presenza degli idrocarburi nel Naviglio, ma anche un possibile mezzo utilizzato per trasportare e scaricare la sostanza.

L’inchiesta della Procura di Milano procede infatti nell’ipotesi di un’origine dolosa. Proprio per questo, come riferisce Il Giornale, l’indagine è stata affidata al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Milano (Noe), guidato dal tenente colonnello Enrico Castelli. L’obiettivo è ricostruire con precisione l’origine dello sversamento e verificare se possano esistere collegamenti con episodi analoghi del passato.

Intanto, nel territorio di Magenta e Robecco sul Naviglio proseguono le attività di controllo e messa in sicurezza. I tecnici di Gruppo CAP sono intervenuti per contenere lo sversamento e mettere in sicurezza il tratto interessato, mentre vengono effettuati campionamenti e analisi per individuare eventuali tracce utili alle indagini.

La società ha ribadito che una ricostruzione puntuale della dinamica e dell’origine dello scarico potrà essere definita soltanto al termine delle verifiche in corso, assicurando la massima collaborazione alle Forze dell’ordine, ad Arpa e alle amministrazioni locali.

Il lavoro investigativo si sviluppa quindi su più fronti: la ricerca del camion cisterna nelle campagne del Magentino, l’analisi dei reperti e dei campioni, la ricostruzione degli spostamenti nella zona e il riesame di precedenti episodi di sversamento.

Ed è proprio quest’ultimo elemento ad aggiungere un nuovo capitolo alla vicenda. Se le verifiche dovessero confermare una continuità tra gli episodi, il problema non sarebbe più soltanto quello di individuare l’autore dell’ultimo sversamento, ma di capire se nel tempo si sia consolidata una modalità di smaltimento illecito attraverso il sistema idrico.

Per ora si tratta di una pista investigativa che dovrà essere verificata dagli inquirenti. Ma la caccia al camion nelle campagne di Magenta e il possibile riesame dei vecchi casi confermano che il giallo del Naviglio Grande è tutt’altro che chiuso.

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