Parcheggi si cambia. Progetto Magenta: “Ma non è una questione di gestore…”


“Una scelta pesante, destinata a cambiare il volto della gestione della sosta a Magenta, ma presa – secondo l’opposizione di Progetto Magenta – «senza alcuna analisi e senza una reale visione strategica». Il Consiglio Comunale di giovedì scorso ha sancito la fine di un’era: la maggioranza ha votato il non rinnovo del contratto ad A.S.M. per affidare i parcheggi a pagamento della città a un soggetto privato, attraverso un Partenariato Pubblico-Privato (PPP). Un provvedimento che ha incassato il voto contrario compatto delle minoranze (PD + Progetto Magenta) e che apre un acceso dibattito sul futuro della mobilità urbana.
Il «siluramento» di A.S.M. e il nodo del multipiano
Fino ad oggi il servizio era rimasto saldamente in mani pubbliche attraverso A.S.M., la società partecipata dal Comune di Magenta con una quota superiore al 60%. «Ora la municipalizzata viene messa da parte» – attaccano i banchi dell’opposizione. Su questo Progetto Magenta ha prodotto anche un video diffuso sui social in cui Marco Maggi fa il punto della situazione: «In pratica succede proprio quello che andiamo dicendo da tempo: al di là delle solite frasi di circostanza, nemmeno a Magenta si crede più in A.S.M. Perché abbandonare la gestione pubblica? Perché la nostra partecipata non viene più coinvolta?».
Il cuore della critica si sposta poi sul fallimento strategico del parcheggio multipiano di via De Gasperi – una scelta va detto iniziata con la Giunta di Marco Invernizzi – una struttura che oggi si presenta sistematicamente vuota o sotto-utilizzata. Secondo la minoranza, il problema non è tecnologico: «I cittadini hanno rifiutato quel parcheggio da quando è diventato a pagamento. Non è una questione di mancanza di sensori, varchi o applicazioni per smartphone. Cambiare gestore e passare al privato non farà cambiare questa situazione».
Lo spettro dei rincari: la sosta diventerà un «bancomat»?
I timori più grandi per i cittadini riguardano l’impatto economico che questa privatizzazione potrebbe avere sulle tasche dei magentini. Il partenariato Pubblico-Privato avrà una durata di diversi anni e, per l’opposizione, le conseguenze di questa scelta sono facilmente ipotizzabili. Se il privato deve recuperare gli investimenti iniziali, ma si trova tra le mani l’introito quasi nullo del multipiano, la strada appare segnata.
Nel documento approvato dalla sola maggioranza si parla esplicitamente di «estensione». Un termine che accende i campanelli d’allarme dei contrari: «Estensione di cosa? Significa forse più stalli a pagamento? Quali vantaggi ne trarranno i cittadini? Il rischio reale e concreto è quello di vedere un aumento delle aree blu, tariffe orarie più alte e meno agevolazioni per i residenti».
Solo tecnologia, nessuna visione urbana
La critica non risparmia l’impostazione complessiva del piano, definita priva di una reale visione di insieme per la città. «Si parla tanto di varchi, tecnologia e sensori dell’ultima ora, ma non si fa alcun cenno alla mobilità del centro storico, alla rotazione della sosta, né al rapporto tra i cittadini e lo spazio pubblico. Ci troviamo davanti a un elenco di infrastrutture, ma a nessuna strategia urbana».
A restare avvolto nel mistero è anche il destino di altre aree calde della città. Dal testo del provvedimento non emerge infatti quale sarà il futuro del parcheggio dell’ex Tigros: rientrerà anch’esso nel pacchetto da affidare al privato?
«Magenta merita una vera politica della mobilità e della sosta» – concludono da Progetto Magenta – «non un contratto blindato che rischia di trasformare il diritto alla sosta in un bancomat a favore del profitto di un privato».
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