Pusher ucciso da agente, ‘per ora unica certezza è la distanza dello sparo’


Nell’indagine della Procura sulla morte di Abdherraim Mansouri, il 28enne che lunedì è stato ucciso da un poliziotto durante un controllo anti spaccio
nel boschetto di Rogoredo, alle porte di Milano, l’unica cosa
certa è la distanza circa 30 metri tra la vittima e chi ha
sparato.
E’ tutta da ricostruire la dinamica di quanto è accaduto
nel pomeriggio di lunedì scorso per capire se si sia trattato di
legittima difesa, come ha messo a verbale l’agente ora indagato,
o di omicidio volontario, reato contestato nel fascicolo di cui
il pm Giovanni Tarzia è il titolare.
La versione del poliziotto che, nell’immediatezza del fatto, ha raccontato al pubblico ministero che inizialmente voleva rincorrere il giovane ma, poi,
“mi ha puntato la pistola e ho sparato” è, in sostanza, stata
confermata dal collega che si trovava con lui. Per il resto gli
accertamenti si svolgeranno a 360 gradi, senza tralasciare
nulla.
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