Scarcerata Katia ‘la Nera’, gestiva spaccio a Milano con finti rider


E’ stata scarcerata e ha ottenuto gli arresti domiciliari per “motivi di salute” Katia Adragna, detta “la Nera”, 46 anni, che era stata arrestata lo scorso
ottobre, assieme ad altre 18 persone, con l’accusa di aver
creato e diretto una “specifica ‘cellula’” dell’organizzazione
“malavitosa” chiamata “la Nuova Barona” – dal nome del quartiere
popolare di Milano e i cui vertici della famiglia Calajò, tra
cui Nazzareno e Luca, erano stati arrestati in passato – per
continuare “a distribuire cocaina” in “supplenza degli
arrestati”.
Lo ha deciso la gip di Milano Lorenza Pasquinelli,
accogliendo l’istanza del difensore della donna, l’avvocato
Amedeo Rizza. Nel provvedimento la giudice dà conto, sulla base
degli accertamenti medici, della “gravità delle patologie della
signora Adragna”, per le quali sono necessarie “cure”
incompatibili col “regime carcerario”. Da qui la concessione dei
domiciliari.
Secondo le indagini dei pm della Dda Francesco De Tommasi e
Gianluca Prisco, condotte dal Ros dei Carabinieri e dalla
Polizia Penitenziaria, la 46enne avrebbe coordinato
“spacciatori” che nelle conversazioni intercettate erano
chiamati “glovo”, perché per “le operazioni di capillare
cessione di cocaina” si “camuffavano” da rider.
Dalle intercettazioni era venuto fuori, ad esempio, che “la
Nera” era contraria ad “agevolazioni sul prezzo della droga” per
i clienti, perché “doveva ottenere i guadagni necessari al
sostentamento della propria famiglia”. E diceva: “Io ci mangio
di questo! E’ per portare da mangiare alla mia famiglia!”. Aveva
“l’incarico di incassare i proventi illeciti per conto di Luca
Calajò”, nipote di “Nazza”, ossia Nazzareno Calajò.
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