Tra polemiche e star in arrivo, apre la mostra del Cinema di Venezia numero 83


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VENEZIA (ITALPRESS) – Pochi divi, poca Hollywood: la parola d’ordine della vigilia di Venezia 83 sembra esser questa, almeno sul versante di chi vede il bicchiere mezzo vuoto. Qualcun altro stigmatizza l’esiguo numero di donne nella selezione del Concorso, e questo è argomento più serio e complesso.
Fatto sta che da domani la 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia accende i riflettori su quel magnifico sogno collettivo che è il Cinema e li terrà accesi sino al 12 settembre, quando la consegna dei Leoni d’Oro chiuderà una kermesse che, statene certi, alla fine avrà fatto il suo lavoro.
Magari tra alti e bassi, ma senza tradire il mandato di cogliere attraverso lo schermo le contraddizioni, le problematiche, i drammi e magari anche qualche bellezza di questo nostro povero mondo sospinto verso guerre e tensioni varie. Alberto Barbera smussa le punte polemiche e risponde con serena franchezza alle accuse, consapevole del fatto che quella che mette in piedi da 15 anni a questa parte (ma in tutto sono 18 le edizioni firmate da lui) è la migliore delle Mostre possibili, avendo a che fare con un’industria come quella cinematografica che ha le sue gatte da pelare, soprattutto se si guarda la scena dalla prospettiva delle major.
Poca Hollywood? Mancano i divi americani? Anche a Cannes è andata così e Tom Cruise, protagonista di “Digger”, il film di Iñarritu che Barbera tanto avrebbe voluto in selezione, non è al Lido esattamente come non era sulla Croisette per scelta strategica di lancio: niente festival, si guarda direttamente agli Oscar forti del precedente di “Una battaglia dopo l’altra” e magari anche della “Odissea” di Nolan.
Semmai si rimpiange l’assenza di Brad Pitt con “Le avventure di Cliff Booth” scritte da Quentin Tarantino e dirette da David FIncher… Ma il film non è ancora pronto, con buona pace di chi già immaginava Brad Pitt al Lido con in mano il Leone d’Oro alla Carriera da consegnare al suo buon amico George Clooney. Ecco, George Clooney: parliamo dunque di chi a Venezia 83 ci sarà. Mister sorriso per eccellenza, Clooney al Lido è di casa e il red carpet lo sa tenere: non ha film alla Mostra, quest’anno, ma la laudatio di Laura Derrn non mancherà di esaltarne le doti d’attore e di regista, che a onor del vero sono tutt’altro che trascurabili. Il posto sul red carpet della serata di apertura che l’anno scorso fu suo, quest’anno però tocca al non meno fascinoso Guy Pearce, protagonista di “Ink”, il film che Danny Boyle ha tratto dalla piece di James Graham per raccontare l’acquisizione del quotidiano britannico The Sun da parte di Rupert Murdoch.
Ellen Burstyn, l’altro Leone d’Oro alla Carriera, avrà in compenso ben due film Fuori Concorso a Venezia 83: “Flesh Impact“, un cortometraggio della presidente della Giuria Maggie Gyllenhaal, in cui la diva interpreta Marilyn Monroe, e “Place To Be” di Kornél Mundruczó un lieve road movie sull’amicizia tra una anziana donna e un uomo maturo, in viaggio da Chicago a New York.
Altre star? Eccovi serviti: Gael Garcia Bernal (“Hombre al Agua”), Sam Rockwell, John Malkovich e Steve Buscemi (“Wild Horse Nine”), Russell Crowe per il film che ha diretto “What Love Builds”, Casey Affleck per il suo film “Company” che sarà accompagnato da Nick Nolte, Kate e Rooney Mara per “Bucking Fastard” il film di Werner Herzog in competizione. E poi Susan Sarandon per “The Echo Chamber”, Al Pacino per “Father Joe”, Robert Pattinson per “Primetime”, Vincent Lindon per “Un Bon Petit Soldat” e Louis Garrel per “Succederà questa notte”.
Sul versante italiano ci sono davvero tutti, anche troppi c’è chi si lamenta (come se a Cannes non ci fossero troppi francesi…). Intanto i registi: torna in concorso Nanni Moretti con “Succederà questa notte” tratto ancora di Eshkol Nevo, mentre Gianni Amelio (“Nessun dolore”) e Mario Martone (“Scherzetto”) saranno fuori concorso. “The Echo Chamber” di Andrea Pallaoro, “Il fuoco che ti porti dentro” di Edoardo De Angelis, “L’estranea” di Paolo Strippoli e “Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis concorreranno invece al Leone d’Oro.
Per quanto riguarda gli attori che arriveranno al Lido, si va da Valerio Mastandrea (“La città dei vivi”) a Toni Servillo (“Scherzetto” di Mario Martone), da Alessandro Borghi (“Serpenti”) a Riccardo Scamarcio (“I figli della scimmia”). Sul versante femminile Valeria Golino (“Serpenti”) , Anna Foglietta (“Una storia”, di cui è regista), Jasmine Trinca (“L’estranea” e “Succederà questa notte”). Alba Rohrwacher presenterà “Un Bon Petit Soldat” e “Una storia”, Luca Marinelli per “The Echo Chamber”, Pietro Castellitto per “Serpenti”, Pierfrancesco Favino per “Dio ride”.
E se Luca Guadagnino presenta le 7 ore di “Goie de vivre” dedicato a Bernardo Bertolucci, a proposito di durate estreme si fa notare l’argentino Mariano Llinas con i 300 e passa minuti di “Biografia di Jorge Luis Borges”. Non scherza nemmeno il documentarista russo Alex Gibney che in quattro ore cerca di svelare la personalità del magnate Elon “Musk”. Affondo politico di una Mostra del cinema che in tempo di guerra, sul fronte russo deve fronteggiare le accuse per la selezione di “DAU” di Il’ja Chržanovskij mentre su quello mediorientale propone in concorso, aggiunto all’ultimo minuto, il documentario “NAZA”, indagine sul genocidio in corso firmata da Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro registi autori di “No Other Land”, e prodotta da The Guardian insieme a Jonathan Glazer.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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