Politica

‘Video di Sardone contro una donna islamica’, esposto in procura

SPAZIO PUBBLICITARIO 728×90LA TUA AZIENDA QUIRaggiungi ogni giorno migliaia di lettori nel territorio
SPAZIO PUBBLICITARIO 728×90LA TUA AZIENDA QUIRaggiungi ogni giorno migliaia di lettori nel territorio
SPAZIO PUBBLICITARIO 728×90LA TUA AZIENDA QUIRaggiungi ogni giorno migliaia di lettori nel territorio

E’ stato presentato ieri un esposto
contro l’europarlamentare e vicesegretaria della Lega Silvia
Sardone alla Procura di MILANO, alla Questura, ai Carabinieri e
al Garante per la protezione dei dati personali per un video che
ha pubblicato online il 12 giugno in cui ferma per la strada a
Torino una donna con il velo integrale che spinge un passeggino.

L’atto ha dieci firmatari, fra cui il direttore editoriale di
La Luce Davide Piccardo, la vicepresidente di Progetto Aisha
Salma Ghrewati e Adil Anouar, Presidente dell’Ente Islamico in
Italia.

Nel video si vede Sardone che dice alla donna “immagino che
qualcuno la stia costringendo” e lei replica “Io sono più libera
di lei”. E Sardone aggiunge: “In Italia lei non dovrebbe andare
in giro velata interamente e mi dispiace per sua figlia che
probabilmente crescerà velata come lei. Immagino che qualcuno la
stia costringendo”. E ancora: “Può alzarsi il velo? Perché non
lo può fare?”. Io, replica la donna, “sono libera di tenerlo”,
“No in Italia no – le spiega Sardone – Sa cosa deve fare? Vada a
Islamabad”.

In un articolo su La Luce si spiega che l’esposto chiede di
accertare “se la ripresa prolungata, proseguita nonostante il
diniego esplicito della donna, integri gli estremi della
molestia. Se le espressioni pubblicamente diffuse configurino
diffamazione e lesione dell’onore”, e ancora se si profili il
reato di istigazione alla discriminazione religiosa e se “la
presenza della bambina durante l’umiliazione pubblica della
madre e la diffusione online del video configurino un’ipotesi di
pregiudizio per il minore, assimilabile a violenza assistita”.
“Questo esposto non intende mettere in discussione il diritto
di critica politica o religiosa in astratto. Intendiamo – è
scritto – sottoporre all’autorità le concrete modalità con cui
una persona privata, con una bambina al seguito, è stata
ripresa, incalzata, esposta pubblicamente nonostante il suo
dissenso espresso, e degradata mediante espressioni connesse
alla sua appartenenza religiosa. Chiediamo che sia la giustizia
a valutare”

SPAZIO PUBBLICITARIO 728×90LA TUA AZIENDA QUIRaggiungi ogni giorno migliaia di lettori nel territorio
SPAZIO PUBBLICITARIO 728×90LA TUA AZIENDA QUIRaggiungi ogni giorno migliaia di lettori nel territorio
SPAZIO PUBBLICITARIO 728×90LA TUA AZIENDA QUIRaggiungi ogni giorno migliaia di lettori nel territorio
SPAZIO PUBBLICITARIO 300×600LA TUA AZIENDA QUIRaggiungi ogni giorno migliaia di lettori nel territorio
SPAZIO PUBBLICITARIO 300×600LA TUA AZIENDA QUIRaggiungi ogni giorno migliaia di lettori nel territorio
SPAZIO PUBBLICITARIO 300×600LA TUA AZIENDA QUIRaggiungi ogni giorno migliaia di lettori nel territorio

Articoli correlati

Torna su