Salute

West Nile, Lombardia regione più colpita: a Pavia parte uno studio per contrastare le zanzare con un batterio naturale

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La Lombardia resta la regione italiana maggiormente colpita dal virus West Nile. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Giorno, sulla base dell’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornato al 5 agosto, nel Paese sono stati confermati 141 casi di infezione, con sei decessi. Dei contagi accertati, 44 riguardano la Lombardia, che guida la classifica nazionale.

Tra le province più interessate figura anche Pavia, dove sono stati registrati quattro casi: tre nella forma neuroinvasiva e uno con sintomi febbrili. Proprio nei giorni scorsi una donna anziana è stata ricoverata al Policlinico San Matteo per una meningoencefalite riconducibile all’infezione trasmessa dalla puntura di una zanzara.

Il report dell’ISS evidenzia inoltre che Milano conta 13 casi, Cremona 11, Mantova 5, Lodi 3, Bergamo 2, mentre Brescia e Lecco registrano un caso ciascuna. La Lombardia è inoltre l’unica regione italiana nella quale sono stati notificati anche tre casi di infezione da virus Usutu, anch’esso veicolato dalle zanzare.

In questo contesto prende il via anche un importante progetto di ricerca coordinato dall’Università di Pavia. Come riferisce Il Giorno, il progetto “Compass”, finanziato dal Fondo Italiano per la Scienza e coordinato da Maria Vittoria Mancini del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie, punta a studiare le interazioni tra le zanzare e la Wolbachia, un batterio naturalmente presente in numerose specie di insetti.

L’obiettivo della ricerca è sviluppare strategie innovative e sostenibili per il controllo delle popolazioni di zanzare, sfruttando i simbionti naturali degli insetti e riducendo così la diffusione di virus come il West Nile e l’Usutu.

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