Abbiategrasso, il consigliere Serra su anziani non autosufficienti e famiglie sotto pressione: “E’ un collasso silenzioso”


L’emergenza legata alla gestione della non autosufficienza e l’impatto economico e personale sulle famiglie del territorio torna al centro del dibattito pubblico e politico locale. A sollevare l’attenzione sul tema è Giuseppe Serra, consigliere comunale ad Abbiategrasso ed operatore socio-sanitario (OSS) di professione, il quale ha espresso una circostanziata analisi sulle carenze strutturali del sistema di assistenza agli anziani fragili.
Serra mette in luce un cortocircuito sociale che coinvolge direttamente due generazioni: da un lato gli anziani in condizioni di elevata fragilità fisica o cognitiva, dall’altro i figli, prevalentemente di età compresa tra i 50 e i 70 anni, chiamati a svolgere un ruolo di assistenza attiva pur trovandosi ancora in età lavorativa o dovendo gestire problemi di salute personali.
Al centro delle criticità evidenziate vi è la marcata sproporzione tra la capacità reddituale media dei nuclei familiari e i costi legati alla residenzialità assistita. Secondo quanto evidenziato dall’esponente politico, a fronte di redditi da lavoro o pensione che si attestano mediamente tra i 1.500 e i 1.800 euro mensili (quando non limitati alle pensioni minime), i costi di retta per le case di riposo (RSA) oscillano frequentemente tra i 2.500 e i 3.000 euro al mese.
Questa forbice economica, associata ai lunghi tempi di attesa per l’accesso ai posti letto convenzionati determinerebbe, secondo Serra, un ricorso improprio ai Pronto Soccorso e ai reparti ospedalieri. Tali strutture finirebbero così per assorbire un bisogno assistenziale primariamente socio-sanitario e continuativo che non trova risposte adeguate né nel contesto domestico né nei servizi territoriali di rete.
Dall’analisi condotta dal consigliere emerge il rifiuto di soluzioni di carattere puramente contingente o assistenziale temporaneo. Tra le priorità avanzate per affrontare il fenomeno figurano le politiche strutturali sulla non autosufficienza che si estrinsecano nel superamento della logica dei sussidi o bonus una tantum a favore di un sistema di supporto continuo. E poi ancora calmieri sulle rette e convenzioni: l’incremento dei posti letto convenzionati con il Servizio Sanitario e la fissazione di tetti massimo di spesa sostenibili per le famiglie. E il potenziamento della rete domiciliare con il rafforzamento dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) per garantire una reale presa in carico dell’anziano tra le mura domestiche, alleviando il carico sui familiari lavoratore-caregiver.
“È un collasso silenzioso: due generazioni fragili che si sorreggono a vicenda, senza che il sistema offra un’alternativa reale. – afferma Serra – Non è un problema sanitario: è un problema di civiltà e di abbandono. Quando la cura diventa un lusso, la società si spezza. Non possiamo chiedere ai figli anziani di diventare caregiver a tempo pieno quando l’età di andare in pensione è ancora lunghissima. È ingiusto, è impossibile, è disumano. Gli ospedali non possono essere l’ultima fermata del welfare. Il Pronto Soccorso non è una casa di riposo. Servono politiche serie sulla non autosufficienza”.
La posizione espressa ad Abbiategrasso da Serra si inserisce in un dibattito di respiro più ampio che riguarda l’adeguamento dei modelli di welfare locale e regionale a fronte del progressivo invecchiamento della popolazione e delle trasformazioni del mercato del lavoro. “La dignità degli anziani è la dignità del Paese. – conclude Serra – Se li abbandoniamo, stiamo abbandonando noi stessi e la nostra dignità di essere umani. Non possiamo più girarci dall’altra parte. È tempo di scegliere che società vogliamo essere”.
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