Addio ad Alessandro Ranghetti, morto a 58 anni: fu protagonista del leggendario Abbiategrasso di Walter Viganò


È morto a soli 58 anni Alessandro Ranghetti, uno dei protagonisti del calcio lombardo degli anni Ottanta e Novanta, un difensore che ha attraversato alcune delle pagine più belle e appassionanti del pallone dilettantistico e professionistico dell’Ovest Milanese. Una notizia che ha colpito profondamente tanti ex compagni, dirigenti, allenatori e appassionati che negli anni avevano imparato ad apprezzarne le qualità dentro e fuori dal campo.
Terzino sinistro, classe 1967, Ranghetti aveva mosso i primi passi nel calcio che conta arrivando a vestire la prestigiosa maglia del Legnano. In lilla aveva giocato per tre stagioni consecutive, dal 1985-1986 al 1987-1988, prendendo parte ai campionati di Serie C1 e Serie C2. Ventidue? No: furono 20 le presenze nella prima stagione e 18 in quella successiva, in un periodo nel quale sulla panchina del Legnano si alternarono tecnici come Valdinoci e Bicicli.
Ma il nome di Ranghetti è rimasto legato in modo particolare anche al calcio dell’Abbiatense e a una squadra che per molti appassionati rappresenta ancora oggi una formazione quasi leggendaria: l’Abbiategrasso di Walter Viganò. Una squadra ricca di talento e di personalità, nella quale Ranghetti condivise lo spogliatoio con giocatori rimasti nella memoria degli sportivi locali, come Molinaro, Marignoli, Barni e Maltagliati, soltanto per citare alcuni dei grandi nomi di quella formazione.
Erano gli anni in cui il calcio di provincia aveva un seguito enorme, capace di riempire le domeniche e di creare legami destinati a durare ben oltre la fine di una stagione. Ranghetti fu uno degli interpreti di quel calcio: un difensore affidabile, protagonista di tante battaglie sportive e di una carriera che lo portò a indossare anche le maglie di Corbetta, Seregno e Biellese.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio anche tra gli ex calciatori che con lui hanno condiviso quegli anni. Tra i messaggi arrivati c’è anche quello di Alfredo Betz, altro nome importante di quella generazione di giocatori, che ha voluto ricordare Ranghetti con particolare affetto.
A raccontare il dolore e, insieme, il valore sportivo di Alessandro è stato anche Gian Passoni, appassionato giornalista sportivo e autentica memoria storica del calcio dell’Abbiatense. Nel suo ricordo, condiviso con gli amici e con quanti hanno conosciuto Ranghetti, emerge soprattutto il legame con quella squadra dell’Abbiategrasso degli anni Novanta e con una stagione irripetibile del calcio locale, con altri nomi indimenticati come Fausto Carnio e Antonio Volpi.
«Una brutta notizia scuote i calciofili abbiatensi», ha scritto Passoni annunciando la scomparsa di Ranghetti, ricordandolo come «grande difensore dell’Abbiategrasso anni ’90». Un pensiero che va oltre il semplice ricordo di un calciatore e restituisce la fotografia di un’epoca nella quale le società del territorio erano vere comunità e i giocatori diventavano, per intere generazioni di tifosi, autentici punti di riferimento.
Anche l’A.C. Legnano ha espresso il proprio cordoglio per la prematura scomparsa: «L’A.C. Legnano esprime il proprio profondo cordoglio per la prematura scomparsa di Alessandro Ranghetti, venuto a mancare all’età di 58 anni». Al dolore della famiglia si sono uniti il presidente Sergio Zoppi, i dirigenti, lo staff tecnico, i calciatori e tutta la società lilla.
Ranghetti lascia la moglie Sabrina, il figlio Filippo, la mamma Maria e il fratello Enrico.
L’ultimo saluto è in programma oggi, lunedì 31 agosto, alle 14.30, nella Chiesa Parrocchiale Natività di Maria Vergine di Cardano al Campo. Al termine della celebrazione seguirà la tumulazione nel cimitero di Busto Garolfo. Ranghetti riposa alla Casa Funeraria “Giardino degli Angeli”, in via C. Battisti 25 a Cardano al Campo.
Se ne va così, troppo presto, un altro protagonista di quella generazione che ha fatto la storia del calcio tra Legnano, Abbiategrasso e tutto l’Ovest Milanese. Restano le maglie, le fotografie, le partite e soprattutto i ricordi di chi con Alessandro ha condiviso il campo e di chi, dagli spalti, lo ha visto giocare. Un patrimonio di memoria sportiva che oggi, attraverso le parole di Gian Passoni e degli amici di allora, torna a vivere.
-la foto copertina è dell’archivio di Gian Passoni-
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