Addio ad Ernesto Pellegrini il presidente di un calcio che non esiste più


RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, c’era un tempo in cui il Presidente era un punto di riferimento. Una incarnazione dei propri tifosi; il popolo della maglia. Il calcio in Italia aveva un’aria magica Il Lunedì era giorno di festa o passione unita alla delusione. I racconti sentiti, detto mille volta della radiolina. Il Paese si bloccava per una partita ??? No! Per i goal di 90° minuto.
Paolo Valenti e tutti i suoi collegamenti. Il Presidente a cui la gente chiedesse sacrifici e di spendere. Una persona fisica ; uno di noi magari con macchinone
Oggi fondi e cordate ai tempi un uomo solo al comando. Ernesto Pellegrini l’uomo del Inter dei record.
Erano gli anni ’80 e Milano era da bere; beh lui era specializzato nel mangiare. Era poco comunicativo e carismatico ma ha costruito una delle squadre più forti di tutto il campionato italiano e la sua gloriosa storia ..Non aveva nessuno contro…un plotone di avversari definiti. Agnelli/ Boniperti alla Juve. Viola a Roma la magica. La spumeggiante Sampdoria con Mantovani…poi arrivo …
Silvio Berlusconi nella Milano rossonera.
Era difficile tenere il passo senza essere schiacciato da tanta presenza scenica e video. Lui è riuscito a vincere lo scudetto dei record. La Supercoppa Italiana. Due Coppa UEFA; quanto andavano le seconde
In alcuni anni più difficile della Coppa Campioni. Il trio tedesco dei miracoli in una tessitura alla Trapattoni. Marini portò l’ultimo trofeo europeo del suo periodo in una stagione tribolata.
In certi casi sottovalutato e non onorato per il suo contributo a rendere grande la Beneamata.
Per molti anni il suo scudetto resto l’ultimo vinto in una sorta di vendetta alla portoghese. Sicuramente da lassù sarà un angelo in più in campo.
Rappresentante della storia dell’Inter dove le vittorie sono sudate e dimenticate e le sconfitte atroci ed eterne. Comunque, esserci sempre a testa bassa. Come un ariete o un toro nella arena. Molte volte vince ed è storia tramandata e non gonfiata. Con lui se ne va un pezzo non solo di Inter ma dell’intento calcio italiano. Il Presidente!!! Unico a comandare e pagare. Mano sulle spalle e contatto umano con tifosi e giocatori …di cui conoscevi pure i genitori.
La radiolina e la schedina e acqua e menta. Le salamelle del campo e quei sapori di magia. Grazie Pres; così era chiamato …da lassù metta un occhio. Non chiedere mai chi era Pellegrini. Non chiedere mai l’importanza di chiamarsi Ernesto. Era un uomo che ha lottato coi giganti e molto spesso ha vinto in trionfo”.
Massimo Moletti
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