Cronaca

Carceri: penalisti Milano, a Opera disumanita’, chiudere reparti

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“Nelle ultime settimane, se possibile,
le condizioni delle carceri si sono ulteriormente aggravate, con
temperature intollerabili, indisponibilita’ di acqua corrente
all’interno di alcuni reparti e un sovraffollamento che rende la
detenzione trattamento inumano e degradante”.

E’ quanto si legge
in una nota della Camera Penale di Milano. “La situazione del
carcere di Opera, che abbiamo visitato due volte in poche
settimane, e’ emblematica e dimostra l’ovvio: un carcere privo
di risorse e abbandonato a se’ stesso diviene uno spazio di
disumanita’.

A chi ha la responsabilita’ politiche e la
disponibilita’ delle risorse poniamo domande molto semplici:
vivreste in spazi privi di acqua corrente? Vivreste in una
struttura in cui non funzionano gli scarichi di un bagno
condiviso da piu’ persone? Vivreste in stanze di pochi metri
quadri, stipati insieme ad altre persone, con temperature
torride senza nemmeno un ventilatore?”.

Per i penalisti milanesi, queste sono
“domande retoriche che inducono una sola conclusione” cioe’
quella di “chiudere quei reparti che non rispettano le
condizioni minime di civilta’ e umanita’” come gia’ accaduto col
carcere di Sollicciano. “Non c’e’ piu’ spazio per rinvii,
aspettando che l’ennesima emergenza estiva, con il corredo di
sofferenza e spesso gesti estremi, venga dimenticata dalla
routine – concludono -. L’unica via possibile e’ quella di
provvedimenti strutturali per ridurre la popolazione carceraria
e lo stanziamento di risorse per togliere le carceri dalla
situazione d’illegalita’.

Nell’immediatezza si approvi il
progetto di legge sulla liberazione anticipata speciale – e lo
si faccia con un decreto-legge che, una volta tanto, avrebbe
davvero i requisiti della necessita’ e urgenza – e si destinino
risorse reali per intervenire sui reparti degli istituti.La
Costituzione, la stessa invocata come baluardo degli equilibri
sulla giustizia, lo impone”.

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