Cronaca

Castellazzo dè Barzi, superstrada: un patrimonio agricolo e storico a rischio

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La realizzazione della nuova superstrada Vigevano – Abbiategrasso – Magenta continua a sollevare elementi di discussione sul territorio. Tra le aree destinate a subire le conseguenze più pesanti e irrimediabili figura Castellazzo de’ Barzi, storica frazione di Robecco sul Naviglio. Qui, il tracciato dell’infrastruttura minaccia di alterare per sempre l’equilibrio idrogeologico, i terreni agricoli e le testimonianze storiche custodite nella campagna milanese.

A guidare un viaggio sul campo alla scoperta di questo prezioso angolo di territorio è l’agricoltore Ernesto Beretta, che documenta il valore storico e paesaggistico dei luoghi che rischiano di scomparire o venire danneggiati dal passaggio delle ruspe.

Il percorso si snoda lungo antiche strade di campagna. Tra le prime tappe spiccano il Canale del Boia (collegato ad antiche storie locali) e il suggestivo Bosco delle Streghe (“busc d’i strìi”). Si tratta di angoli ricchi di fascino e mistero, dove le leggende popolari si sono tramandate oralmente di generazione in generazione tra le famiglie contadine.

Raggiungendo il Fontanile del Gallo, si apprezza la complessa rete idrica tradizionale: un sistema di risorgive e canalizzazioni fondamentali per l’irrigazione agricola della zona, la cui falda e continuità idrica rischiano di essere profondamente compromesse dai lavori dell’infrastruttura.

Proprio nei pressi del fontanile si trova uno dei reperti storici più singolari della zona: un antico sarcofago ovalizzato d’epoca longobarda, ricavato da un unico blocco di pietra. Alla fine dell’Ottocento, il sarcofago fu adattato dagli scalpellini per consentire il passaggio sovrapposto di due corsi d’acqua (un fontanile passa all’interno della cavità, l’altro al di sopra). Su uno dei lati del blocco in pietra è incisa un’antica croce celtica. Ernesto Beretta ricorda come negli anni ’90, durante i lavori per lo scolmatore, si rischiò di far sparire o asportare il manufatto; fu proprio la determinazione dei contadini della zona a pretenderne il riposizionamento e la tutela sul posto.
Nelle immediate vicinanze sorge inoltre la Cascina Tangola, luogo intriso di memoria storica legato ai tragici eventi dell’eccidio nazifascista della Seconda Guerra Mondiale.

L’impatto dell’opera viaria non riguarda dunque soltanto l’esproprio o la frammentazione dei campi coltivati, ma mette a rischio un delicato ecosistema fatto di fontanili, boschi, memoria contadina e manufatti d’epoca.

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