Delitto Garlasco: Chiara Poggi lottò con l’assassino

Il caso Garlasco non finisce di rivelare aspetti inediti e nuove prospettive nonostante siano passati più di diciotto anni da quando Chiara Poggi fu uccisa all’età di 26 anni. Era il 13 agosto 2007 e il delitto avvenne nella villetta di via Pascoli a Garlasco. Chiara avrebbe lottato a lungo contro il suo assassino mentre veniva colpita. Sul corpo vi sarebbero tracce del tentativo di difendersi.
Sono alcuni dettagli – anticipati dal Tg1 e riportati dall’Ansa – della consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo depositata alla Procura di Pavia nei giorni scorsi. Secondo la consulenza, sul corpo della ragazza sarebbero presenti segni evidenti di colluttazione, come lividi, ecchimosi e abrasioni su braccia e gambe. Circostanze che indicherebbero che Chiara avrebbero cercato di proteggersi, ma anche tentato di difendersi lottando con l’aggressore.
L’omicidio, secondo la consulenza, non sarebbe avvenuto in modo repentino e con un singolo colpo, ma in più fasi, tra il piano terra e le scale della casa e l’assassino, sempre secondo le indiscrezioni dalla consulenza, si sarebbe anche fermato a osservare il corpo della vittima sull’ultimo scalino prima di colpirla nuovamente, forse con un martello. Le conseguenze di questa relazione e le interconnessioni con altri aspetti emersi in questa ultima parte di indagine saranno valutate dalla Procura. Per il delitto fu condannato in via definitiva a 16 anni l’ex fidanzato della ragazza, Alberto Stasi. Un anno fa, marzo 2025, il caso del delitto di Garlasco è tornato alla ribalta con la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio per l’omicidio in concorso di Chiara Poggi.
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