Il parroco di Senago: che umanità stiamo costruendo?

SENAGO “La gente è rimasta molto scossa” dal delitto di Senago, “anche per come si sono svolti i fatti, soprattutto perché non ci si spiega come si possa arrivare a tanto, è questa la cosa che turba”.
A parlare a LaPresse è don Sergio Grimoldi, parroco della chiesa di Santa Maria Nascente a Senago nella quale ieri mattina, nel consueto servizio della domenica, è stato dedicato un ricordo a Giulia Tramontano e al bambino che portava in grembo, uccisi pochi giorni fa dal compagno Alessandro Impagnatiello: “Per Giulia Tramontano e il suo bambino: che il Signore doni a loro per sempre quell’amore che cercavano nella vita, trovando invece menzogna, violenza e morte, preghiamo”, il breve testo letto da un parrocchiano e inserito nella preghiera dei fedeli. Grimoldi prosegue il suo ragionamento: “La riflessione può ampliarsi e ci si chiede: ‘che tipo di umanità e di società stiamo costruendo?’ Quale tipo di uomo e di donna poniamo come ideale da raggiungere?”.
“Parlare di perdono è troppo prematuro in questo momento. Il perdono è un cammino che richiede tempo, penso che se ne parlerà molto al di là nel tempo”: lo ha detto il parroco di Senago don Sergio Grimoldi parlando con i giornalisti dopo la messa stamattina durante la quale nella preghiera dei fedeli è stato dedicato un ricordo a Giulia Tramontano, la ventinovenne incinta di 7 mesi uccisa dal compagno Alessandro Impagnatiello. “Preghiamo per Giulia e per il suo bambino, che il Signore doni loro per sempre quell’amore che cercavano nella vita trovando invece violenza e morte”, ha detto una parrocchiana. Don Grimoldi ha preferito lasciare l’omelia ad un suo diacono.
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