Cronaca

Magenta, grande festa di popolo per il corteo della Battaglia

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Anche quest’anno la città ha risposto “presente”. L’imponente corteo che ha attraversato le vie del centro storico per culminare all’Ossario dei Caduti ha rappresentato uno dei momenti più intensi e toccanti del 167° anniversario della storica Battaglia Risorgimentale.

Come ha più volte ricordato il Sindaco, Luca Del Gobbo, il 4 Giugno non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma un’autentica festa di popolo per Magenta.

A testimoniarlo è stata la straordinaria partecipazione dei cittadini, le bandiere tricolori esposte ai balconi e un coinvolgimento che cresce di anno in anno, capace di unire autorità civili, politiche, militari e religiose, il ricco tessuto associazionistico locale e i gruppi di rievocazione storica, che quest’anno hanno sfilato con circa 200 figuranti in abiti d’epoca.

Il passo dei Bersaglieri e la memoria dei Caduti

A fare la parte del leone, come da tradizione, è stato l’ingresso della Fanfara “Nino Garavaglia”. Con il loro iconico passo di corsa, i fanti piumati hanno aperto il lungo serpentone che da Piazza Formenti si è snodato fino al luogo simbolo della Seconda Guerra d’Indipendenza, la terra da cui, nel 1859, partì il percorso di Unità del nostro Paese.

Successivamente è stata celebrata la Santa Messa al campo. Un momento di profondo raccoglimento, in cui non sono mancate parole di memoria e gratitudine per i circa 4.600 giovani soldati che ancora oggi riposano nell’Ossario e che non esitarono a sacrificarsi sul campo di battaglia.

Un monito per il presente: lo spirito di Casa Giacobbe
Il passato, però, ha dialogato strettamente con l’attualità. Durante l’omelia, il prevosto don Federico ha lanciato un immancabile e accorato richiamo al delicato e instabile momento storico e geopolitico che il mondo intero sta attraversando.

Oggi più che mai, di fronte ai venti di guerra contemporanei, è essenziale ritornare allo spirito racchiuso in un’opera simbolo della città: “Il brindisi della riconciliazione”, il celebre dipinto del pittore scapigliato Giacomo Campi custodito all’interno della Sala del Caminetto in Casa Giacobbe.

Un monito potente che, dalle mura che portano ancora i segni dei proiettili del 1859, ricorda a tutti che l’umanità e l’incontro restano l’unica vera vittoria possibile.

IL FILM DEL CORTEO GUARDA I VIDEO:

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