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Magenta, ‘La pace come dono’. Ottimo avvio della VIII edizione della Festa della Famiglia con San Francesco e ‘Piccolo Principe’.

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La due giorni della VIII edizione della Festa della Famiglia dal titolo ‘La pace come dono’ si apre in Biblioteca Comunale, la mattina di sabato 3 ottobre, vigilia della Giornata nazionale della pace, della fraternità e del dialogo – istituita in onore di San Francesco – in concomitanza con la celebrazione del Giorno del dono.

Si apre con un interessante, accattivante, ritratto del Santo – frutto di un accurato lavoro di ricerca – a cura del Gruppo di Lettura Rosso Magenta.
Vuoi per la scelta del tema dell’evento promosso dall’Assessorato alla Famiglia,in capo a Mariarosa Cuciniello, vuoi per la gravissima attuale situazione geopolitica, vuoi per la significativa ricorrenza degli ottocento anni dalla morte, quale testimone di pace migliore di Francesco di Pietro di Bernardone? In aggiunta, le motivazioni riferite da Rossella Vitale, responsabile della ‘Oriana Fallaci’, che sceglie di introdurre l’iniziativa culturale con le parole di Aldo Cazzullo.

“Il primo italiano, il nostro padre spirituale, la figura fondante delle nostra identità, il precursore dell’Umanesimo … è la parte migliore di noi”. Tale il giornalista e scrittore definisce Francesco d’Assisi nel saggio dedicatogli. Fra i testi, quest’ultimo, dai quali il GDL ha attinto pagine in prosa e in versi, confezionando una proposta che tiene viva l’attenzione del pubblico presente.

“Viveva ad Assisi un giovane di nome Francesco …”. Numerose le biografie del Patrono d’Italia, sopravvissute a quella ufficiale voluta da San Bonaventura da Bagnoregio, grazie alle quali “ci sono arrivati episodi inattesi e straordinari” per una conoscenza più ampia della vita e della personalità del Santo che, prima di convertirsi, spogliarsi e indossare il saio, “era – ha affermato Benedetto XVI – quasi una specie di playboy”. Amò le allegre spensierate brigate, fu cavaliere, prese parte alla guerra tra Assisi e Perugia, fu imprigionato e, se una malattia non l’avesse fermato, avrebbe partecipato in armi alla IV crociata, anziché, come accadde poi, recarsi in Egitto a mani nude – munito del solo Vangelo – dal sultano al Malik al Kamil per un incontro pacifico, nel corso della V crociata .
Le letture, intervallate dalle note dell’Ensemble Rosso Magenta, ripercorrono le vicende e le esperienze fondamentali – dalle più conosciute alle meno- della vita di Francesco, ne illustrano il significato e le conseguenze, ne indicano l’insegnamento, invitano alla riflessione, pongono profonde domande. L’ ultima: “E se tornasse Francesco … Qualcuno ha affermato che si incagnerebbe come una bestia. Forse. Non lo sappiamo. Cosa vorremmo noi da Francesco? Se lui tornasse, cosa gli chiederemmo davvero? Gli chiederemmo forse, semplicemente, la capacità di amare. E di essere amati”.
Sincero il gradimento dei presenti che si complimentano con le lettrici per il florilegio proposto – testi di A.Merini, E.Fortunato, A.Cazzullo, D.Rondoni, C. Mercuri – e per essere dal 2016 protagoniste di appuntamenti culturali che animano la vita della Città: dalla celebrazione di ricorrenze e giornate particolari alla presentazione di libri in collaborazione del Centro Culturale Sardo ‘Grazia Deledda’. Un plauso doveroso ai musicisti dell’Ensemble che si sono esibitisi nella melodia popolare ‘Greensleeves’, nella ballata irlandese ‘Danni Boy’ e in brani di S.Woods, J.S.Bach, R.Ortolani, F.Gualandris, H.Purcell, F. Handel.

Nel pomeriggio al Teatro Lirico in scena ‘Piccolo Principe’. Rivisitazione dell’attore, autore e regista, Luca Cairati, del celebre racconto, affidata a uno straordinario Maurizio Misceo. L’attore e performer di musical con arte e maestria si cala nei panni dei personaggi delle pagine di A.de Saint-Exupéry. Diverte e si diverte nel trasmettere messaggi quali il valore dell’affetto reciproco, della cura e della responsabilità nei legami, dello stupore e della purezza dell’infanzia in contrasto con il materialismo e la vanità del potere, della semplicità oltre le apparenze e, infine e soprattutto, dell’essenziale che “è invisibile agli occhi e si può comprendere solo con il cuore”. Uno spettacolo riuscitissimo. Il Piccolo Principe, un misterioso bambino biondo, un alieno – per più di un motivo – parecchio francescano. Almeno, a noi pare così.

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