Nerviano, raccolta firme contro il fotovoltaico alla Bergamina: già cento no


Un fronte politico trasversale per difendere un’area verde di 4,5 ettari. È questo lo scenario che si è delineato a Nerviano con l’avvio della raccolta firme contro il progetto per la realizzazione di un grande impianto fotovoltaico nell’area della Bergamina, all’interno del Parco locale di interesse sovracomunale dei Mulini.
La prima giornata di mobilitazione si è svolta nella mattinata di sabato in piazza della Vittoria, dove tutte le forze di opposizione presenti in Consiglio comunale hanno scelto di mettere da parte le differenze politiche per unirsi nella contestazione al progetto. Il risultato, secondo quanto riportato da La Prealpina, è stato significativo: circa cento firme raccolte in una sola mattinata.
La petizione è nata su iniziativa del Partito Democratico, ma alla mobilitazione hanno aderito anche Lega, Gruppo indipendente nervianese, Con Nerviano e Fratelli d’Italia. Un fronte politicamente eterogeneo, dunque, accomunato dalla contrarietà all’ipotesi di trasformare i terreni agricoli della Bergamina in un’area destinata alla produzione di energia fotovoltaica.
Il progetto da 3.900 pannelli
Al centro della protesta c’è il piano denominato Nerviano Stefi, promosso dalla società Sunprime Agira srl, che prevede l’installazione di circa 3.900 pannelli solari, per una potenza complessiva superiore ai 2,5 MWp.
L’impianto dovrebbe sorgere nei campi compresi tra via Marzorati e il fiume Olona, in una zona considerata di particolare pregio dal punto di vista ambientale e paesaggistico proprio perché inserita nel territorio del Plis dei Mulini.
Per i promotori della raccolta firme il punto centrale della contestazione riguarda quindi il consumo di suolo e la trasformazione di un’area verde che, negli anni, è rimasta sostanzialmente libera da interventi edificatori.
Come ricorda La Prealpina, la tutela della Bergamina non rappresenta peraltro una novità per la comunità nervianese. Già negli anni Novanta, infatti, la stessa zona era stata interessata da un progetto per la realizzazione di capannoni industriali.
Anche allora la cittadinanza si mobilitò contro l’ipotesi di trasformazione dell’area e il progetto non andò avanti. Da quel momento i campi sono rimasti così come vengono conosciuti oggi, fino all’arrivo della nuova proposta legata alla produzione di energia solare.
La raccolta firme, intanto, proseguirà anche nei prossimi giorni. Al momento non è stata attivata una petizione online: chi vuole aderire dovrà quindi recarsi ai banchetti organizzati sul territorio.
La procedura è momentaneamente sospesa
Sul fronte amministrativo, la procedura relativa al progetto risulta al momento sospesa dopo il consistente numero di osservazioni emerse durante la Conferenza dei servizi.
Gli uffici comunali avrebbero formulato 36 richieste di approfondimento, sollevando diversi interrogativi sulla proposta. Tra gli aspetti da chiarire figurano la conformità del progetto alla normativa regionale relativa alle aree idonee, la compatibilità con il Piano di governo del territorio e il possibile impatto sul corridoio ecologico che si sviluppa lungo il fiume Olona.
Anche il Plis dei Mulini ha avanzato proprie osservazioni, arrivando a ipotizzare una possibile alternativa attraverso la trasformazione del progetto in un impianto agrivoltaico, soluzione che consentirebbe di mantenere una maggiore integrazione con l’attività agricola e, secondo quanto riportato dal quotidiano, di ridurre l’impatto ambientale dell’intervento.
Sul progetto sono inoltre intervenuti gli altri enti coinvolti nella procedura, tra cui Città Metropolitana di Milano, Consorzio Est Ticino Villoresi e Arpa Lombardia.
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