Cronaca

Omicidio capo ultrà Boiocchi, pm contesta premeditazione ad altro imputato

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I pm della Dda di Milano Paolo
Storari e Stefano Ammendola hanno contestato oggi, davanti alla
gup Giulia Marozzi, anche l’aggravante della premeditazione
all’ultrà interista Mauro Nepi, uno degli arrestati per
l’omicidio con modalità mafiose di Vittorio Boiocchi, lo storico
capo ultrà nerazzurro ammazzato a colpi di pistola nell’ottobre
del 2022 a Milano.

La nuova contestazione a carico di Nepi, per cui oggi doveva
iniziare il processo con rito abbreviato, porterà i pm a
chiedere nelle prossime udienze che l’ultrà vada a processo in
Corte d’Assise, perché quell’aggravante non permette di essere
giudicati con riti alternativi.

Il procedimento è stato aggiornato, dunque, al 22 luglio, per
dare tempo alla difesa di valutare la nuova contestazione, che
si basa, in particolare, sugli ultimi verbali del nuovo pentito,
l’ormai ex capo della Nord interista Marco Ferdico.

Quest’ultimo, infatti, in sostanza con i suoi interrogatori dà
maggiore rilevanza al ruolo di Nepi nell’uccisione, rispetto a
quelle che, invece, erano state le sue ammissioni che avevano
portato a un’altra ordinanza a suo carico, lo scorso febbraio,
dopo l’arresto, che aveva coinvolto anche lui tra i tanti, nel
blitz “doppia curva” di Polizia e Gdf del settembre 2024.

Intanto, in Assise per l’omicidio Boiocchi sono già a
processo (prossima udienza domani) Marco Ferdico, come
organizzatore, il padre Gianfranco, l’altro leader ultras
nerazzurro Andrea Beretta come mandante, collaboratore di
giustizia da un anno e mezzo, e i due presunti esecutori
materiali. Tutti hanno ammesso le loro responsabilità, anche se
le difese nel processo stanno cercando di scagionare Gianfranco
Ferdico, difeso dal figlio nella sua ricostruzione in aula a
maggio.

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