Ragazzo accoltellato a Milano ‘poliziotto ad honorem’


A meno di un anno dall’aggressione chenl’ha ridotto in fin di vita, ferendolo in modo permanente, Davide Simone Cavallo diventa ”poliziotto ad honorem”. Il riconoscimento,
consegnato al 22enne aggredito in corso Como a MILANO direttamente dal
capo della Polizia Vittorio Pisani, ha rappresentato il momento più
toccante della mattinata organizzata ieri al teatro alla Scala per
celebrare San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato.
”Io so recitare e come attore avrei adorato recitare quassù. Il fatto di
trovarmici a 22 anni non come attore ma come poliziotto per la cosa
che ho fatto nel momento più debole e più difficile della mia vita per
me è la prova che ho fatto bene”, ha detto Cavallo sul palco della
Scala, rivolgendosi poi alla platea dei 1.200 studenti delle scuole
secondarie di MILANO e provincia. ”Ci tengo a dire a ciascuno di voi
‘non abbiate paura di nulla se non della morte”’.
Poi il ringraziamento a ”tutti gli appartenenti al corpo della Polizia e a
tutti gli attori nell’ambito legale che hanno permesso alla mia storia
di avere un senso, di non lasciarmi abbandonato a me stesso. Ricordate
sempre che potete arrivare tanto più lontano di quanto lontanamente
immaginereste”, ha detto il 22enne, prima di rivolgere un affettuoso
ringraziamento alla sua mamma, presente in sala. Poi il momento della
consegna della targa di ‘poliziotto ad honorem’, ”per aver dimostrato
attraverso la compassione e il perdono profonda sensibilità, dignità
nel dolore e amore per la vita, evidenziando spiccate e rare qualità
umane e, nonostante la giovane età, una grande maturità, attraverso il
rifiuto al sentimento di rivalsa. Con profondo spirito di protezione
ha offerto un significativo esempio di umanità, resilienza e capacità
di trasmettere un messaggio di speranza e di comunità alle nuove
generazioni”.
”È una gioia e un onore riceverti nella nostra grande famiglia”, ha
detto a Davide Simone il capo della Polizia, dopo aver letto alcuni
passaggi della lettera con cui il 22enne perdonava i suoi aggressori.
”Grazie, sono senza parole. Mai avrei pensato di sentirmi così
riguardato dalla Polizia, dallo Stato, da un ente che a noi sembra
sempre così distante ma invece, ragazzi, sono persone che scelgono di
mettere se stessi tra noi e qualsiasi cosa ci possa ferire.
Ricordatevelo ogni volta che parlate con un agente: ha un nome, ha una
vita ed è lì perché ha deciso di farlo”, ha concluso Cavallo,
rivolgendosi ancora una volta ai ragazzi, poco più giovani di lui, che
affollano il Piermarini.
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