Robecco celebra i 50 anni di sacerdozio di monsignor Carlo Faccendini: solenne festa nella chiesa di San Giovanni Battista


Una giornata di festa, di fede e di profondo affetto per tutta la comunità di Robecco sul Naviglio. In occasione della festa patronale di San Giovanni Battista, la comunità parrocchiale ha vissuto domenica una celebrazione particolarmente significativa: nella chiesa parrocchiale si sono infatti celebrati i 50 anni di ordinazione sacerdotale di monsignor Carlo Faccendini, sacerdote nato proprio a Robecco nel 1952 e da sempre profondamente legato al suo paese d’origine: venne infatti ordinato nel 1976.
Una ricorrenza importante, che ha riportato monsignor Faccendini nel cuore della sua comunità in una giornata che ha unito il tradizionale appuntamento della festa patronale a un anniversario dal forte valore umano e spirituale. La Santa Messa solenne, concelebrata insieme al parroco don Simone Garavaglia, ha rappresentato il momento centrale delle celebrazioni, in un’atmosfera di partecipazione e riconoscenza.
Cinquant’anni di sacerdozio raccontano una lunga vita al servizio della Chiesa e delle persone, un cammino che ha portato monsignor Faccendini a ricoprire negli anni incarichi di grande responsabilità nell’Arcidiocesi di Milano, senza però interrompere mai quel legame con Robecco che affonda le proprie radici nell’infanzia e nella famiglia.
Proprio Robecco, infatti, lo ha visto nascere e crescere. Come veniva ricordato già nel 2017, quando il cardinale Angelo Scola lo designò Abate della Basilica di Sant’Ambrogio di Milano, Faccendini ha sempre conservato nella comunità natale amicizie, affetti e familiari. Un legame che negli anni è rimasto vivo e che domenica è tornato a manifestarsi con particolare intensità.
La celebrazione ha avuto anche un altro momento di grande significato artistico e religioso: è stata infatti presentata una nuova, bellissima icona dedicata a San Giovanni Battista, patrono di Robecco. Un’opera destinata ad arricchire il patrimonio spirituale della comunità e a diventare, nel tempo, un ulteriore segno della devozione e dell’identità religiosa del paese.
Al termine della Santa Messa non sono mancati i momenti di festa e di incontro. A rendere ancora più speciale la giornata è stato il gesto dell’artista locale Alvise Trombin, che ha voluto donare personalmente a monsignor Faccendini un quadro a tema sacro, un omaggio carico di affetto e di riconoscenza per celebrare un traguardo così importante. Al suo fianco anche il coscritto Dario Tonetti, legato a monsignore da una lunga e solida amicizia.
Quello di domenica è stato dunque molto più di un semplice anniversario sacerdotale. È stato il ritorno di un figlio di Robecco nella sua comunità, nel giorno della festa del patrono, per condividere con amici, fedeli e concittadini cinquant’anni di cammino pastorale.
Monsignor Carlo Faccendini, nato a Robecco nel 1952 e ordinato sacerdote nel 1976, ha attraversato in questi cinque decenni importanti stagioni della vita della Chiesa ambrosiana. Tra gli incarichi ricoperti anche quello di Vicario episcopale della città di Milano, oltre alla guida della Basilica di Sant’Ambrogio come Abate, ruolo al quale fu chiamato nel 2017 dall’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola.
Ma domenica, nella chiesa di San Giovanni Battista, prima ancora dei titoli e degli incarichi è emerso soprattutto il rapporto con la sua terra e con la comunità nella quale tutto è cominciato.
Un anniversario celebrato nel luogo delle proprie radici, davanti alle persone che conoscono la sua storia e che hanno voluto stringersi a lui in una giornata di festa. Cinquant’anni di sacerdozio, da Robecco a Milano, nel segno di una vocazione e di un legame con la propria comunità rimasto intatto nel tempo.
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