Transizione digitale & Data Center. Laura Cattaneo (FI): “Tocca a noi governarla”

«Capita a tutti, ogni tanto, di dire: “Quasi quasi tornerei a carta e penna”. E chi mi conosce sa che sono la prima a subire il fascino dei ritmi lenti e della concretezza dei vecchi gesti. Ma la realtà ci impone di guardare avanti con pragmatismo». Con queste parole Laura Cattaneo, capogruppo di Forza Italia a Magenta, ha aperto la sua riflessione in Consiglio Comunale sul tema cruciale dello sviluppo tecnologico e dell’insediamento dei data center nel territorio.
Una riflessione, quella dell’esponente azzurra, che ha tracciato una linea netta tra la legittima nostalgia per un passato analogico e l’ineludibile necessità di guidare la transizione digitale in atto, senza paure ideologiche ma con una chiara visione di governo.
La tecnologia come necessità oggettiva
Secondo il capogruppo di Forza Italia, la quotidianità delle istituzioni e dei cittadini parla chiaro: «Fascicolo sanitario, SPID, pagamenti elettronici, didattica digitale, bandi del PNRR: oggi tutto passa inevitabilmente da un display. Entriamo in Comune, in ospedale, a scuola, e tocchiamo con mano che della tecnologia non si può più fare a meno. È una necessità oggettiva della nostra epoca».
Dietro ogni singolo click, ha ricordato Cattaneo, ci sono infrastrutture fisiche complesse e imponenti: i data center. Strutture che, se da un lato richiedono risorse, dall’altro rappresentano il vero motore economico, occupazionale e strategico della modernità.
Il nodo politico: governare per non perdere opportunità
Il cuore del suo ragionamento si è concentrato sulle ricadute economiche e sul ruolo che gli enti locali devono rivendicare nel panorama dello sviluppo tecnologico. Prosegue così la sua riflessione inviata alla redazione di Ticino Notizie:
«I data center sono infrastrutture impattanti, è vero, esattamente come lo sono le strade, gli acquedotti o qualsiasi grande sito industriale. Consumano suolo, assorbono energia, generano calore. Ma generano anche posti di lavoro, indotto, investimenti e gettito fiscale. Rinunciare a prescindere a ospitarli significa cedere ad altri territori o a Paesi stranieri benefici e opportunità che noi rifiutiamo. Significa perdere occupazione qualificata, entrate per le casse comunali e potere contrattuale sul futuro digitale».
Sicurezza e criteri rigorosi: la proposta per il territorio
Il capogruppo ha tenuto a rassicurare la cittadinanza sul fronte della sicurezza, superando gli steccati ideologici tra le forze politiche: «La nostra Amministrazione è in prima linea per tutelare la comunità: dopotutto siamo tutti cittadini, abbiamo tutti famiglie e figli da proteggere, e nessuno di noi — a destra come a sinistra — metterebbe mai a rischio la salute o la sicurezza del territorio».
La sfida, dunque, si sposta sul piano dell’efficacia amministrativa. La linea espressa da Forza Italia punta a governare l’insediamento imponendo criteri stringenti e negoziando forti contropartite per la città, articolate su due pilastri fondamentali:
Sostenibilità strutturale: introduzione di parametri rigidi per il monitoraggio del consumo energetico, obbligo di sistemi avanzati per il recupero del calore prodotto e mitigazione dell’impatto paesaggistico per salvaguardare l’identità del territorio.
Ricadute positive dirette: estensione della connettività a banda larga alle frazioni storicamente meno servite, attivazione di progetti comunali di formazione digitale per la cittadinanza e concrete compensazioni ambientali.
Un approccio concreto per Magenta
In conclusione, Laura Cattaneo ha ribadito in queste righe la sua visione strategica che deve muovere l’aula consiliare di fronte alle grandi trasformazioni industriali e tecnologiche: «La nostalgia per la penna d’oca è legittima, e la rispettiamo profondamente. Ma il nostro compito, come amministratori, è fare in modo che l’innovazione sia sostenibile, sicura e concretamente utile ai cittadini di Magenta. Il digitale non va subìto: va governato con fermezza e lungimiranza».
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