Varese: 15enne aggredito per odio razziale, padre si vendica con un’ascia


Quattro uomini, due italiani e due tunisini, sono finiti in carcere su ordine del gip di Varese con accuse a vario titolo di tentato omicidio, rissa aggravata dall’odio razziale, lesioni e porto abusivo d’armi.
I carabinieri della sezione operativa della compagnia di Varese, coordinati dalla pm di Varese, Maria Caludia Contini, hanno dato esecuzione domenica mattina all’alba all’ordinanza di custodia cautelare seguita agli episodi di violenza scoppiati domenica 28 giugno all’interno di un bar della provincia con intervento dei militari della stazione di Porte Ceresio. Sarebbe scoppiata una lite fra i due italiani e un 15enne in compagnia di un amico tunisino, degenerata in un’aggressione fisica al termine della quale il minore è stato soccorso dal 118 e ricoverato con una prognosi di 30 giorni.
Il padre del minore venuto a conoscenza del ferimento del figlio si sarebbe presentato intorno a mezzanotte armato di un’ascia, in compagnia dell’amico straniero rimasto coinvolto nel primo scontro, alla ricerca dei due italiani che si trovavano a bordo di un’auto e, alla vista dei rivali, li avrebbero deliberatamente investiti. Ne è nata una seconda e ancora più violenta lite in cui l’uomo ha ferito il conducente con l’ascia alla testa.
Si trova ancora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Sant’Anna di Como, non è in pericolo di vita. Ferite e lesioni anche per gli altri arrestati: il secondo italiano ha riportato una prognosi di 15 giorno; il padre del minore 10 giorni e l’amico nord africano investito dall’auto 7 giorni di prognosi. Per i due italiani il gip ha ritenuto sussistente l’aggravante della discriminazione etnica e razziale.
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