Arluno, sparatoria sulla provinciale per Pogliano: agguato a colpi di fucile, si indaga negli ambienti dello spaccio


Un agguato in piena regola, consumato nel buio della sera lungo una strada provinciale. È questa la prima ricostruzione di quanto accaduto giovedì sera, intorno alle 21.30, lungo la Provinciale 229, il rettilineo che collega Arluno a Pogliano Milanese. Uno scenario che rivela i contorni di un regolamento di conti maturato negli ambienti dello spaccio, con i Carabinieri di Legnano ora impegnati a ricostruire l’accaduto.
La ricostruzione dei fatti è ancora al vaglio degli inquirenti, ma i primi dettagli delineano uno scenario da brividi. A bordo di un’auto viaggiavano tre cittadini italiani: l’autista, un uomo di 34 anni, un amico di 36 anni e una donna, anche lei di 34 anni.
Mentre percorrevano la provinciale in direzione Pogliano Milanese, i tre avrebbero incrociato un’altra vettura con a bordo alcuni soggetti, descritti come apparentemente di origine nordafricana. Nel giro di pochi istanti, la situazione è precipitata: dall’auto degli aggressori è spuntato un fucile. Un solo colpo, esploso a bruciapelo, ha squarciato l’abitacolo della vettura dei tre italiani.
Il colpo di fucile ha centrato in pieno l’autista alla coscia, causandogli una gravissima emorragia. Il bilancio della sparatoria è pesante. Il conducente (34 anni) è rimasto ferito gravemente alla coscia, è stato stabilizzato sul posto dai sanitari del 118 e trasferito d’urgenza in elisoccorso (codice rosso) all’ospedale Circolo di Varese. È in condizioni critiche. Il passeggero (36 anni): ha riportato ferite più lievi ed è stato accompagnato in codice verde all’ospedale di Rho. La donna (34 anni): è uscita miracolosamente illesa dall’agguato, sebbene sotto shock.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Legnano, che hanno transennato l’area per effettuare i rilievi scientifici e far partire la caccia all’uomo. Gli inquirenti scavano nel passato dei soggetti coinvolti. La rapidità dell’azione e la violenza dell’attacco lasciano poco spazio al caso: la pista principale seguita dai militari è quella di un regolamento di conti nell’ambiente del traffico e dello spaccio di droga che stringe la sua morsa nell’hinterland milanese.
Resta da capire se l’incontro lungo la SP 229 sia stato davvero un “incrocio casuale” o se le due vetture avessero un appuntamento finito nel sangue. Le prossime ore, con i rilievi balistici e le testimonianze dei sopravvissuti, saranno decisive per fare luce sul movente e identificare i fuggitivi.
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