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Magenta, ex Dogana Austriaca: Di Gregorio scrive alla Soprintendenza. Gelli: “Stia sereno, bene che finalmente si siano svegliati…”.

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Lo stato di conservazione dell’ex Dogana Austriaca di Pontenuovo torna al centro del dibattito politico cittadino. A riaccendere i riflettori su uno dei luoghi simbolici della storia locale e delle vicende legate alla Battaglia di Magenta è una presa di posizione del capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Matteo Di Gregorio, a cui ha fatto seguito la replica del vicesindaco e assessore delegato, Simone Gelli.

La segnalazione del PD: «Degrado e rischi per la sicurezza, intervenga la Soprintendenza»

La polemica nasce dalla segnalazione pubblica del Capogruppo Matteo Di Gregorio, che denuncia il progressivo stato di abbandono in cui versa il complesso storico edificato a partire dal 1836.

“Un degrado che, secondo l’esponente dem, non rappresenta più soltanto una questione di decoro e tutela della memoria storica, ma anche di sicurezza pubblica”.

«Ogni volta che passo davanti alla nostra ex Dogana Austriaca, mi colpisce vedere un bene così importante lasciatovi da anni in una condizione di abbandono – spiega Di Gregorio –. Oggi sono visibili tegole mancanti o spostate, parti della copertura compromesse e un ponteggio collocato a ridosso della strada i cui appoggi presentano un evidente deterioramento».

Richiamando i dati della scheda regionale SIRBeC del 2014 — che già dodici anni fa definiva “mediocre” lo stato dell’immobile —, Di Gregorio ha annunciato di aver intrapreso due azioni formali:

Segnalazione alla Soprintendenza: un esposto con richiesta di sopralluogo e verifica aggiornata, sollecitando l’ente di tutela ad avvalersi dei poteri di ispezione e di eventuale prescrizione di interventi a carico della proprietà.

Accesso agli atti: una richiesta formale inoltrata al Comune di Magenta per conoscere lo storico delle verifiche, delle autorizzazioni e della corrispondenza intercorsa tra gli enti negli ultimi anni.

«La tutela del nostro patrimonio non può fermarsi alle celebrazioni o alle ‘belle parole’, ma ha bisogno di attenzione, presenza e della volontà di intervenire», conclude il consigliere di opposizione.

«L’immobile è privato, il recupero è già previsto nel PGT». Non si è fatta attendere la risposta dell’amministrazione comunale affidata al vicesindaco Simone Gelli, che ha voluto chiarire il quadro giuridico e urbanistico che riguarda la struttura.

Gelli ha ricordato in primo luogo la natura privata dell’immobile, sottolineando come gli obblighi di manutenzione e le eventuali prescrizioni della Soprintendenza ricadano direttamente sui proprietari e non sui fondi del bilancio comunale.

In merito al futuro dell’area, il vicesindaco ha rivendicato le scelte già adottate dalla giunta nell’ambito della pianificazione del territorio:

«Non facciamo solo belle parole – replica Gelli –. Nel primo passaggio del Piano di Governo del Territorio (PGT), all’interno della scheda d’ambito AR1 relativa all’area ex SAFFA, sono già state previste precise opere a carico dell’Operatore privato che attuerà il piano. Tra queste rientra proprio il sostegno e la riqualificazione della ex Dogana Austriaca e di tutti gli altri edifici storici di Pontenuovo».

Accogliendo con una nota d’ironia il fatto che “il PD torni a parlare di storia e cultura locale”, la giunta ribadisce dunque che il percorso per il recupero dell’ex Dogana è incardinato negli strumenti urbanistici cittadini e legato alla rigenerazione dell’ex comparto industriale.

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