Le piogge ridanno fiato al riso: garantita la conclusione della stagione irrigua


Le precipitazioni degli ultimi giorni hanno portato una boccata d’ossigeno al comparto agricolo lombardo e in particolare al settore risicolo, messo a dura prova da settimane di caldo e scarsità d’acqua. L’aumento delle riserve idriche nel bacino del Ticino consente infatti di guardare con maggiore fiducia alla conclusione della stagione irrigua, fondamentale per migliaia di aziende agricole tra Pavese, Lomellina e Basso Milanese.
A evidenziare il miglioramento della situazione è stato l’assessore regionale all’Utilizzo della Risorsa Idrica, Massimo Sertori, che ha sottolineato come l’incremento dei rilasci dal lago Maggiore stia garantendo risorse preziose per il territorio. Le recenti piogge hanno infatti contribuito a innalzare il livello del Verbano, passato da meno 45 a meno 23 centimetri rispetto allo zero idrometrico, con effetti positivi anche sulla portata del Ticino.
Una notizia importante per un comparto strategico dell’economia agricola lombarda, che nelle scorse settimane aveva manifestato forte preoccupazione non soltanto per la quantità del raccolto, ma anche per la qualità del prodotto finale. Le condizioni climatiche particolarmente difficili, infatti, rischiano di compromettere l’efficacia dei trattamenti effettuati nei campi e di incidere sulla resa complessiva della stagione.
«È un campanello d’allarme che non possiamo sottovalutare», ha osservato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Mangiarotti, evidenziando come la situazione venga seguita con attenzione dalla Regione Lombardia. «Insieme all’assessore Alessandro Beduschi stiamo monitorando costantemente l’evoluzione del quadro e valutando tutte le possibili azioni a sostegno dei nostri imprenditori agricoli».
Le preoccupazioni restano infatti concrete. Secondo le stime elaborate da Confagricoltura, in provincia di Pavia potrebbero registrarsi danni su almeno 45mila ettari coltivati a riso, una superficie enorme che testimonia la rilevanza del problema e le possibili conseguenze per l’intera filiera.
Per il territorio pavese e per la Lomellina il riso rappresenta molto più di una semplice coltura agricola. Si tratta di un comparto che genera occupazione, sostiene l’economia locale, contribuisce alla salvaguardia del paesaggio e custodisce una tradizione produttiva che ha reso queste terre conosciute ben oltre i confini regionali e nazionali.
«Il riso non è semplicemente una produzione agricola – ha aggiunto Mangiarotti – ma un patrimonio economico, sociale e ambientale che dobbiamo difendere. Per questo è fondamentale continuare a stare al fianco delle imprese e affrontare le nuove sfide climatiche con strumenti e programmazioni adeguate ai cambiamenti in corso».
Le piogge hanno dunque allentato la pressione sulle campagne e consentito di mettere in sicurezza la fase finale dell’irrigazione. Resta però alta l’attenzione su una stagione che ha evidenziato ancora una volta quanto i cambiamenti climatici stiano incidendo sulle produzioni agricole e sulla gestione delle risorse idriche, imponendo strategie sempre più efficaci per garantire il futuro di uno dei simboli dell’agricoltura lombarda.
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