Boffalora sopra Ticino: la morte dello storico ‘barchett’, tutta la delusione di Giuseppe Ceriani


C’è grande amarezza nelle parole di Giuseppe Ceriani, figura di riferimento e anima dell’associazione La Piarda di Boffalora sopra Ticino. Una storia di tradizione, legame con il territorio e memoria locale che rischia di concludersi nel peggiore dei modi: lo storico barchett, imbarcazione simbolo posizionata nelle acque del Naviglio Grande re che rievoca gli anni passati, sparirà definitivamente dalla sua sede abituale e, salvo miracoli, non vi farà mai più ritorno.
Sfruttando il periodo di asciutta del Naviglio Grande, la barca verrà estratta dalle acque, ma il suo destino appare ormai segnato. Nonostante la disponibilità e la passione che per anni hanno animato Ceriani nel valorizzare la storia del Naviglio e delle tradizioni boffalorese, si è trovato ad affrontare la situazione in totale solitudine.
La delusione di Giuseppe Ceriani nasce soprattutto dall’assenza di sostegno e di aiuto concreto da parte delle istituzioni e della comunità per salvaguardare questo simbolo cittadino. Nessuno si è fatto avanti per supportare le operazioni di restauro o per consentire al barchett di rimanere al suo posto d’onore.
Di fronte alla mancanza di aiuti e di una prospettiva di ripristino sostenibile, la decisione appare irrevocabile: una volta rimosso dall’alveo del Naviglio durante i lavori di asciutta, il barchett non verrà più rimesso in acqua.
Una perdita simbolica notevole per Boffalora sopra Ticino, che vede sfumare un pezzo prezioso della propria identità fluviale, lasciando un profondo senso di sconforto tra chi ha sempre dedicato tempo ed energie per preservare la storia locale.
“Sono stancod elle promesse che non sono mai state mantenute – afferma con grande amarezza Ceriani – l’ultimo contatto sembrava talmente certo che ormai consideravo la cosa fatta, ma alla fine l’assegno era sparito. Certo il preventivo che ho fatto fare per il barchett è notevole e si aggira attorno ai 300mila euro”. Ma già con 50mila euro è possibile ottenere un buon lavoro di rifacimento e si potrebbe puntare su questo. A questo punto dobbiamo soltanto porci una semplice domanda. Siamo sicuri che rinunciare al nostor patrimonio storico nel nome di un risparmio che non promette nulla per il futuro, sia la cosa migliore da fare? La storia del barchett è molto simile a quella di molti altri simboli storici del nostro territorio che rischiano di morire per sempre. (Foto Marcello Stoppa Corona)
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